Abruzzo, prima trascrizione di un matrimonio same sex a Francavilla

Primo caso in Abruzzo, dopo i tantissimi comuni italiani e la grande controversia fra le prefetture, i sindaci e i TAR. Lentamente,  la prassi delle trascrizioni dei matrimoni da persone dello stesso contratti all’estero nei registri dello stato civile si sta consolidando in tutta Italia. In questo quadro la cittadina di Francavilla diventa, per mano del sindaco, Antonio Luciani (in foto), il primo comune della regione a riconoscere il  matrimonio contratto in Portogallo, a Lisbona dai due protagonisti della vicenda originari rispettivamente di Francavilla e Alanno. Tuttavia, se Luciani ha detto sì alla trascrizione, l’ha invece negata l’altro sindaco abruzzese coinvolto, il primo cittadino di Alanno Vincenzo De Melis.

Antonio Luciani ha firmato i documenti, dicendo di averlo fatto «in coscienza».

«So di essermi assunto una responsabilità, la materia è in evoluzione, ma ho ritenuto opportuno dare seguito alla volontà della coppia che si è rivolta a noi. Il Comune ha messo in atto una serie di politiche per garantire pari diritti alle unioni omosessuali, ed ha detto il proprio deciso no all’omofobia».

Che cosa, invece, ha indotto il sindaco di Alanno De Melis a rispondere no alla stessa richiesta arrivata in municipio? «Non me la sono sentita di dire sì», spiega, «ma non è una questione di omofobia. Ritengo che dal momento che una legge non c’è, un atto del genere da parte mia sarebbe stato una forzatura. E io le forzature non voglio farle. Quando le cose saranno più chiare non avrò motivo di oppormi,

ma sono il sindaco di un piccolo paese, non voglio fare il braccio di ferro con le istituzioni».

La storia francavillese è certamente destinata a fare da apripista ad altre situazioni analoghe di rivendicazione dei diritti in tutta la regione abruzzese: non bastano infatti le grandi città per dare un segnale forte all’opinione pubblica, ma bisogna che anche la grande provincia italiana si muova, come è successo in questo caso.

La redazione