Cassazione, sentenza esemplare, ma possiamo fidarci del legislatore?

Con la sentenza della Cassazione che dispone un ulteriore processo per il risarcimento del ragazzo omosessuale al quale venne sospesa la patente diversi anni fa, i giudici hanno sostanzialmente sancito l’inammissibilità di qualsiasi discriminazione di stampo omofobico, applicando ciò che la legislazione dell’Unione Europea garantisce ormai da tempo, sulla scorta, per altro, dell’articolo 2 della nostra Costituzione.

Nello specifico, la corte ha ricordato che “il diritto al proprio orientamento sessuale, cristallizzato nelle sue tre componenti della condotta, dell’inclinazione e della comunicazione (coming out) è oggetto di specifica e indiscussa tutela da parte della stessa Corte europea dei diritti dell’uomo fin dalla sentenza Dudgeon/Regno Unito del 1981″.

Se quindi da un lato non possiamo che esprimere grande soddisfazione per l’azione dei giudici, viene da chiedersi tuttavia cosa dobbiamo aspettarci dal legislatore. Anche nell’ultimo incontro con le associazioni svoltosi lo scorso sabato a Bologna, infatti, la senatrice Cirinnà ha dichiarato che in merito alle unioni civili la strada e tutt’altro che in discesa è che la battaglia in parlamento si preannuncia difficile.

Auspichiamo in questo senso un impegno concreto di tutte le forze laiche presenti alla Camera e al Senato affinchè si possa finalmente aprire la strada ad una vera stagione di riforma sul grande tema dei diritti civili.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale ANDDOS

 

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