Dal Belgio appello diretto ai leader africani: rispettate i diritti

 Il premier belga Elio Di Rupo è intervenuto contro il vero e proprio genocidio LGBT che sta scuotendo l’Africa in questi ultimi mesi. Oggi i leader del continente erano riuniti a Bruxelles, occasione colta dal capo del Governo per esprimere un forte monito a favore del rispetto dei diritti delle minoranze, comprese quelle perseguite per il loro orientamento sessuale.

La prevenzione di nuove barbarie come il genocidio ruandese passa “attraverso l’educazione, in particolare dei giovani, alla tolleranza, alla non-discriminazione”, ha sottolineato Di Rupo “Non possiamo tollerare, ovunque accada, che alcune persone vengano private dei loro diritti e perseguite per le loro origini, il loro orientamento sessuale, la loro religione o le loro idee”, ha aggiunto Di Rupo, la cui omosessualità è nota dal 1996.

Al vertice in corso a Bruxelles partecipano anche il Presidente ugandese Yoweri Kaguta Museveni e i suoi omologhi di Nigeria e Kenya, Goodluck Jonathan e Uhuru Kenyatta, che, di recente, hanno inasprito le misure repressive contro l’omosessualità generando un’ondata di violenze e di omicidi mai visti tra la popolazione. Purtroppo, quasi tre quarti dei paesi africani, con l’eccezione del Sudafrica, hanno leggi contro l’omosessualità, dalla tortura alla pena di morte. Nella maggior parte dei casi, inoltre, l’inasprimento delle pene diventa una sorta di autorizzazione implicita per la popolazione ad accanirsi contro le persone LGBT, già solita in molti Paesi ad aggredire chi è considerato un criminale spesso in maniera cruenta.

E’ chiaro che la questione africana va presa con la massima serietà e va inserita nel quadro più generale della pesante ondata reazionaria che dalla Russia ai Paesi arabi sta attraversando l’intero pianeta. Occorre battersi ogni giorno, anche nell’accompagnare le persone LGBT nei loro percorsi di autocomprensione, affinchè l’omosessualità non diventi un nuovo capro espiatorio mondiale. (Fonte: Tiscali.it)

La redazione