Gay e adozioni: non c’è contrapposizione con la famiglia “tradizionale”

 

Di una cosa siamo certi dopo la sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma: questo bambino ringrazierà i giudici, perché si accorgerà nel tempo di avere ufficialmente due genitori anziché uno solo. In compenso, chi si assume a paladino dei diritti dei bambini, dà vita ad una contrapposizione inesistente tra famiglia “tradizionale” e omogenitoriale. Togliere il diritto ai bambini di avere un padre ed una madre? Ci risulta strano sentire queste parole, visto che gli unici ad aver parlato di togliere i bambini ai propri genitori sono stati gli integralisti cattolici del comune di Trento, riferendosi ai piccoli con genitori omosessuali.

Ci sono in Italia più di 1900 minori in attesa di adozione e sappiamo per certo che le famiglie omosessuali, ad esempio negli Stati Uniti, adottano i bambini che rimangono più a lungo in attesa di una famiglia. Il vero problema non è come sia formata la famiglia che decide di adottare un bambino, bensì se quei genitori sono in grado di amarlo, educarlo e sostenerlo.

Esistono molti esempi di famiglie “tradizionali” che hanno abusato, trattato male, abbandonato, usato i propri figli e figlie nel peggiore dei modi. Tuttavia, essendo biologicamente capaci di procreare la società gli concede tutto fino a prova contraria, fino a quando cioè prove schiaccianti  non dimostrino che questo bambino in quella famiglia rischia di “perdersi” e spesso si arriva anche tardi per salvarlo .Nessuno vuole strappare o togliere figli alle famiglie eterosessuali, qui si tratta di dare ad un bambino una famiglia che non ha, una famiglia che a prescindere da come è composta lo vuole amare, lo vuole sostenere, lo vuole aiutare.

E’ chiaro nessuno vuole dare in adozione un bambino senza la ragionevole garanzia che la famiglia che lo accoglierà sia una coppia stabile capace di sostenerlo ed equilibrata: le regole di adozione devono essere uguali per tutte le coppie.  Ma da qui a sostenere che una famiglia omogenitoriale non è in grado di educare, si scade in una forma primordiale di discriminazione, che non ha, per altro, alcun fondamento scientifico, come dichiarano da tempo l’Associazione degli Psichiatri Americani e l’ Ordine Italiano degli Psicologi.

ANDDOS ritiene indispensabile riconoscere l’evidente pluralismo di formazioni familiari: il bene primario per un bambino è avere due genitori che sappiano amarlo, curarlo, capirlo, educarlo, farlo crescere sereno e felice, tutto ciò non è sempre riconducibile al modello eterosessuale, visto che sono tantissimi i casi di famiglie tradizionali che hanno letteralmente fallito la propria mission educativa nei confronti dei propri figli.  

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale ANDDOS 

 

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