I rugbisti di Sportweek, ecco le origini

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In tutte le edicole d’Italia un quotidiano storico come La Gazzetta dello Sport, ha pubblicato nella giornata di ieri sulla copertina del suo noto inserto settimanale Sportweek, la foto di Stefano e del suo compagno Giacomo che si scambiano un bacio con le divise della loro squadra di Rubgy, Libera. Per saperne di più, abbiamo intervistato Adriano Bartolucci Proietti, coordinatore nazionale di Gaycs, associazione nazionale che si occupa ormai da 3 anni di sport gay-friendly e che ha visto nascere Libera. Gaycs promuove inoltre fra pochi giorni gli Italian Gaymes, la seconda edizione dei primi giochi sportivi LGBT italiani, di cui quest’anno anche Anddos è partner.

La copertina dei due rugbisti di Libera su Sportweek è un grande successo per la visibilità del movimento, come è nata l’idea di una squadra di Rugby all’interno di Gaycs?

L’idea è nata ad un gruppo di ragazzi capitanati da Stefano il loro presidente, Gaycs ha fornito il supporto necessario ad avviare statuto ed atto costitutivo successivamente li abbiamo affiliati fornendo i servizi che un ente di promozione può mettere a disposizione dalle coperture assicurative in poi. 

Dal successo di libera sono nati anche gli Italian Gaymes, che tra poco celebreranno la loro seconda edizione, quali sono le principali novità di quest’anno?

Sono tantissime ad iniziare dalle discipline sportive coinvolte, sono praticamente raddoppiate, quest’anno avremo crossfit, ma, allenamento funzionale, tamburello, canoa oltre alle più tradizionali calcio a5, tennis, pallavolo, Beach volley, nuoto, tango Queer, danza fino a biliardino e Burraco.

Quali saranno gli obiettivi dello Sport Lgbt dopo questo traguardo?

Schermata 2015-07-12 a 13.21.38Unire sempre più questo mondo, che come dimostrano i fatti, può dare un contributo enorme al superamento delle disuguaglianze attraverso la partecipazione inclusiva che lo sport può garantire. Poi c’è un obiettivo più grande quello di portare a Roma gli Eurogames nel 2019 per dimostrare che l’Italia è soprattutto Roma hanno le carte in regola per accogliere tutti gli sportivi LGBT del mondo. 

Si parla tanto di educazione nelle scuole contro le discriminazioni l’omofobia; da questo punto di vista lo sport, i circoli sportivi, le scuole scuole calcio, possono essere uno strumento altrettanto valido per diffondere i valori del rispetto e dell’inclusione?

Sono fondamentali perché solo attraverso l’educazione e le buone pratiche si arriva alla sconfitta dell’omofobia. È l’ignoranza la madre di tutte le discriminazioni. Per questo dedicheremo molti progetti a questo obiettivo. Il sogno è quello di poter aprire un centro sportivo Lgbt etero friendly per consentire a tutti quei giovani di poter affrontare, attraverso la pratica sportiva, paure, diffidenza e ogni forma di violenza. In questo senso sarà fondamentale la collaborazione appena avviata tra Anddos e Aics, associazione di cui Gaycs è un dipartimento nazionale, in quanto associazioni che da esperienze e storie diverse convergono sul tema del contrasto alle discriminazioni e del rapporto diretto con le persone.
 
La redazione
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