GB – I Tory favorevoli ai Matrimoni gay. Le Unioni civili non hanno colore

La notizia non è che probabilmente entro la primavera del 2014 in Gran Bretagna saranno possibili i matrimoni tra partner dello stesso sesso (finora sono ammesse le unioni civili), ma che la spinta a questa vera rivoluzione nel costume venga dal partito conservatore che oggi guida il governo con David Cameron ed esprime anche il sindaco di Londra, Boris Johnson. Sono proprio i due più conosciuti rappresentanti dei Tory tra i promotori della campagna in favore della proposta di legge per il riconoscimento delle nozze gay, con la possibilità di celebrare i matrimoni anche in luoghi di culto. Accanto al sindaco di Londra e al primo ministro, anche altri esponenti di primo piano, come il ministro dell’Istruzione Michael Glove, quelli degli Esteri Alistair Burt e dei Trasporti, il cattolico Patrick McLoughlin, oltre al leader dei conservatori scozzesi Ruth Davidson. In tutto diciannove rappresentanti che con una lettera aperta al «Sunday Telegraph» hanno gettato lo scompiglio tra le fila dei tradizionalisti che di sicuro daranno battaglia contro la proposta. Al di là del successo dell’iniziativa, che la stampa britannica dà per scontato, a noi italiani, abituati con novecentesco riflesso condizionato a ragionare in termini di destra e sinistra, rimane la meraviglia che la proposta sia venuta dal partito conservatore. Ve lo immaginate il sindaco di destra della più grande città italiana firmare assieme al capo dello schieramento conservatore una proposta per i matrimoni gay? Una meraviglia ingiustificata, perché i diritti civili non dovrebbero avere colore politico. Ma forse in Italia la proposta di legge avanzata da Cameron e Johnson non sarebbe fatta propria nemmeno dallo schieramento di centrosinistra. Per quella storica prudenza dovuta alla presenza della chiesa che, come notava Massimo Teodori su questa pagina il 6 dicembre, difficilmente potrebbe spingere anche gli esponenti cattolici dello schieramento progressista a mettere in discussione quei «valori non negoziabili» che fin qui ci hanno dato tra le legislazioni più conservatrici in tema di coppie di fatto.

Fonte : Corriere della Sera