La prima volta in sauna

Di Delia Vaccarello – “Mi avvicino a un ragazzo tra i vapori, scopro il suo corpo con le mie mani come se fossi un cieco, mi piace, il cuore mi martella nelle tempie. Da tanto tempo volevo entrare in una sauna, ma all’idea provavo un grande imbarazzo, mi faceva paura essere nudo, era un desiderio forte, ma lo frenavo. Mi condizionava una certa mia mentalità meridionale che solo da qualche anno sono riuscito a trasformare”.

Il giovane che racconta la sua prima volta in sauna ha 28 anni, sono passati alcuni anni da allora, e oggi frequenta le saune regolarmente quasi due volte al mese.

“Entro e un tipo gentile mi riceve, mi chiede la tessera. Non ce l’ho, ma devo farla per entrare. Mi chiedo: devo pagare per fare sesso? L’idea mi imbarazza. Penso: è prostituzione? Ma non c’entra nulla. Mostro la carta d’identità, il tipo inserisce i dati nel computer. Appena entro mi sento al sicuro, e la sicurezza sta proprio in questi passaggi: soldi, tessera e poi profilattico”. Inizia il viaggio.

Il tipo alla reception mi dà una chiave, un numero, e un’altra chiave, il tutto tenuto da un laccio di silicone che può andare in acqua e mi dice: “Lì ci sono le cassette portavalori”. Ripongo portafogli, chiavi e telefonino. Mentre parla il senso di sicurezza cresce. Fino ad allora per trovare un ragazzo avevo fatto lunghe e interminabili chat. Ricordo quando sono stato aggredito perché camminavo per strada tenendomi per mano con un ragazzo. Un’altra volta di notte allo stadio me la sono vista brutta. Ero in auto da solo e vengo affiancato da un’altra auto con quattro tipi che cominciano a seguirmi: la zona è frequentata da spiacciatori, e c’è anche la polizia che ogni tanto ferma i clienti delle prostitute, donne o trans, ma può chiedere i documenti anche a uno come me. Mentre questa idea mi passa per la mente l’auto con i quattro mi tallona. Cosa vogliono? Derubarmi? Violentarmi? Accelero, inizia un vero e proprio inseguimento. Trovo rifugio al posto di polizia che si trova nel primo ospedale vicino”. Il giovane pensa a tutto questo e intanto mette in custodia i soldi e il cellulare. In sauna non ha nulla da temere.

Ma qualcosa ancora lo spaventa. “Entro nell’area spogliatoio, con la seconda chiave apro l’armadietto, lascio le scarpe, i calzini, metto tutto a posto. Dei due asciugamani, uso quello piccolo per cingere il bassoventre. Quello grande lo  utilizzerò dopo per asciugarmi. Sono nudo”. E la nudità lo fa tremare. “Sul momento è come entrare in una piscina, andare negli spogliatoi e accorgersi che tutti ti guardano mentre guardi pure tu. Io non sono mai stato preda, mi prendo il rischio di avvicinare, sono un cacciatore. Quando avvicino qualcuno che mi attrae sale l’adrenalina per l’eccitazione e per il timore del rifiuto”. Ma la sauna non è come una piscina qualsiasi. “Ho capito subito che lì al massimo puoi essere rifiutato perché non piaci. E ti fai avanti a cuor leggero, non ti esponi alla possibilità che qualcuno ti offenda o ti aggredisca perché sei gay, al massimo ricevi una ferita alla vanità.

C’è una differenza enorme con la parrocchia che ho frequentato da bambino, lì se volevo provarci con qualcuno lo facevo con il timore di essere considerato un mostro. La sauna, ora, è come una zona franca. Mentre me lo dico, respiro. Mi rendo conto subito del beneficio di aver trovato un mondo diverso da quello che c’è fuori. Mi dico che qui c’è il mondo gay e fuori quello etero, ma non è proprio così, qui magari ci sono anche gli uomini sposati o i sacerdoti. Ma c’è un accordo tacito legato al reciproco interesse. Insomma, non ho paura”. Il giovane capisce che in sauna c’è una regola chiara: si possono avere rapporti tra uomini senza diventare bersagli.

E dice: “Mi sento protetto, tranquillo. Sento sulla pelle il valore del rispetto. Finalmente posso essere me stesso anche se per un breve lasso di tempo, ma quanto dura questo tempo sono io a deciderlo, non c’è la polizia che può chiedermi i documenti, non ci sono i malintenzionati, mi sento sereno”. Ha deciso di fare il grande passo dopo aver letto nei forum dei siti web alcuni commenti che gli parlano proprio del senso di sicurezza. Ormai tranquillo, a torace nudo, con l’asciugamano sui fianchi, raggiunge la vasca più grande. “Mi lascio massaggiare dalle bolle, di fronte a me seduti o sdraiati vedo i corpi degli uomini che si confondono tra i vapori, le luci sono soffuse, ci sono giochi di luci anche nell’acqua, provo una sensazione di relax, vedo gli uomini che mi passano dinanzi lungo un piccolo percorso di fronte alla vasca, alcuni si sono tolti l’asciugamano, lo faccio anch’io, ora tutti siamo nudi, l’imbarazzo all’improvviso mi è passato”. Il giovane non si preoccupa più neanche dell’idea di avere un’erezione, tanto in acqua può succedere, non prova più vergogna.

Il desiderio per un altro uomo sconosciuto ha trovato nella sauna la sua patria.

Un uomo si avvicina alla postazione della vasca dove c’è l’idromassaggio, allunga la mano, gli fa un massaggio sulla schiena, dice una frase di circostanza… ah come è calda l’acqua… lui sorride, ma lascia cadere. “Entro nel bagno turco, i corpi sono sudati, c’è tanto vapore nella penombra, questo vedo e non vedo mi incoraggia, mi stuzzica, non noto le imperfezioni fisiche degli altri e neanche le mie, non è come la dark room che non vedi niente, la penombra mi piace, ti immagini la persona. Ci sono due gradini e su quello più alto c’è un ragazzo bellissimo, lo guardo, ha il corpo definito, glabro, efebico, capelli corti rasati, gli vado incontro, mi seggo all’altezza delle sue ginocchia, tendo la mano, gli scosto l’asciugamanino e lui miracolosamente non lo richiude. E’ una sorpresa che mi sconvolge. Scorgo il suo pene, mi avvicino con la bocca, lentamente lo prendo, e poi più veloce, sempre più veloce, salgo con le mani verso il petto, gli carezzo i capezzoli, le labbra”. Terminato il contatto, il giovane esce, ma l’altro non lo segue. “Non ci siamo scambiati una parola, non ho sentito neanche la sua voce, mi è piaciuto così e lo conservo nel ricordo, perché a volte non hai voglia di parlare ma di gustarti solo la tua fantasia”.

Si trattiene nel camerino ma poi ritorna indietro, ha voglia di essere toccato. Torna nella vasca grande: “Vedo un tipo asiatico di 35 anni e uno americano sui 30, mi piacciono tutt’e due. Capisco che sono una coppia, mi accorgo che mi desiderano tutt’e due. Mi stendo e galleggio, scivolo dolcemente sul corpo di uno dei due che mi abbraccia da dietro mentre l’altro mi prende davanti. E poi sono io a fare lo stesso con il primo e il secondo”. Dopo il piacere il giovane resta un po’ a farsi cullare dall’acqua. Passa qualche minuto ed entra un uomo che riconosce, è un volto noto, a fianco un compagno che ha meno anni di lui. Inizia a parlare a voce alta, tiene un piccolo comizio nella vasca: “Ascoltiamo con interesse. E lui ci dice che gli piace essere guardato, che ha il gusto dell’esibizionista”.

Il giovane esce dalla vasca, ma prima scorge da lontano un uomo anziano, anche lui compare in tv, ma nel piccolo schermo sembra istrionico e pieno di sé, e adesso appare titubante, forse perché non ha gli occhiali, comunque fragile nella sua nudità. Il giovane va verso i camerini, riprende gli abiti, si veste, recupera gli oggetti. Esce in strada. Sul marciapiedi ci sono l’asiatico e l’americano che lo invitano a prendere un gelato.