La stepchild adoption serve anche a chi non ha figli. Ecco perché.

E’ vero che molte coppie omosessuali non hanno figli o figlie.  Ma nessuna di loro vorrebbe sentirsi dire “frocio stai lontano dai bambini”.

Di Rosario Coco – Ha suscitato non poche reazioni la dichiarazione di Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, secondo il quale, stando a ciò che riportano le agenzie, alla maggior parte degli omosessuali non interesserebbe la stepchild adoption.
Una posizione che, come ha sottolineato nella smentita lo stesso De Giorgi, è del tutto personale ed è stata estrapolata ad hoc per fare notizia. Essendo tuttavia nato un caso, si rende necessario entrare nel merito.
Alcuni argomenti sono evidenti oltre che irrinunciabili: non occorre essere genitori per difendere i diritti dei bambini e delle bambine e, ancora di più, non si può ragionare con la logica della maggioranza quando si tratta di diritti umani, poiché seguendo questo principio non avremmo avuto conquiste come il voto delle donne o l’abolizione delle discriminazioni razziali in America.
Come se non bastasse, inoltre, la Corte di Strasburgo ci ha recentemente avvertito proprio su questo tema, affermando che una legge senza stepchild lascerebbe aperto un problema di discriminazione dei minori simile a quello che è stato risolto equiparando a suo tempo la condizione dei figli e delle figlie nati fuori dal matrimonio, come ha ben spiegato anche Stefano Rodotà.
In definitiva, il messaggio che è passato grazie anche al modo in cui la notizia è stata riportata, è che molti omosessuali non vogliono avere figli e non vogliono nemmeno che gli altri li abbiano.
Questo non è vero, specie se consideriamo le piazze del 23 gennaio, in cui un milione di persone ha manifestato per la legge Cirinnà nella sua interezza. Il principio “io non lo farei, quindi neanche tu puoi farlo”, insomma, non appartiene a quella società civile che si sta mobilitando in queste settimane.

Non si può tuttavia negare che una grande maggioranza di persone omosessuali, a prescindere da cosa pensino degli altri, non abbia o non voglia avere figli. Questo fatto, non può naturalmente essere motivato da argomentazioni ideologiche e aprioristiche sul fatto che le persone omosessuali non siano fatte per educare, prima di tutto perché anche molti etero scelgono di non essere genitori e, in secondo luogo, perchè vanno considerate le circostanze storico-culturali dell’Italia del 2016, in cui spesso è difficile anche fare coming out e accettarsi, figurarsi pensare di poter avere dei figli o delle figlie.
Eppure, la stepchild adoption, al di là di tutte le buone ragioni per sostenerla, interessa direttamente anche le vite di chi a diventare mamma o papà non ci pensa nemmeno. Ecco perché.

Esiste un potente pregiudizio nella nostra società, ancora oggi molto forte e probabilmente anche in fase di recrudescenza per via della campagna anti-Cirinnà, per cui le persone omosessuali dovrebbero in qualche modo stare lontano dai bambini. Un pregiudizio che si fonda ovviamente sulla vecchia idea di omosessualità come qualcosa di negativo e a rischio di contagio.
Pensiamo a tutte le dichiarazioni dei conservatori sulle trasmissioni in fascia protetta, ai continui accostamenti tra omosessualità e pedofilia a cui ci hanno abituati, a quei casi in cui i genitori si lamentano per l’omosessualità di un insegnante. Questo pregiudizio è ancora molto forte in diversi spazi sociali del Paese e, purtroppo, è destinato a crescere nei prossimi anni per via della forte campagna reazionaria che verrà lanciata all’indomani dell’approvazione di qualsiasi versione della legge sulle unioni civili.

Una delle immagini “incriminate” della serie “Chimica o Fisica”

Pensiamo alla polemica che coinvolse la serie TV “Fisica o Chimica” nel 2013, che fu spedita in fascia protetta dopo essere stata bollata di pornografia per un semplice bacio tra due ragazzzi, oppure al caso di Daniele Baldoni, insegnante di danza costretto a dimettersi dal proprio istituto. Nei prossimi anni, la battaglia verterà sulla cultura, la formazione e la scuola. E’ evidente, quindi, che la linea dei conservatori continuerà ad insistere su questo tema: “Gli omosessuali sono una minaccia per i bambini”. Premesso che le leggi non cambiano di per sé la società ma sono tuttavia un passaggio obbligato, una sorta di pavimento sul quale costruire l’effettiva concretezza dei diritti, è chiaro che un provvedimento come la stepchild adoption getterebbe le basi per combattere questo pregiudizio.

Per farla breve, se è vero che a molti omosessuali non interessi avere figli, credo si possa affermare con certezza che il 100% delle persone  omosessuali non sia disposto a sentirsi dire “frocio non toccare i bambini”. E’ questo pregiudizio, insieme a molti altri, che l’approvazione della stepchild adoption contribuirebbe a sfatare. Altrimenti, nella futura battaglia culturale potremmo sentirci dire: “certo potete fare le vostre cose ma i figli per fortuna non ve li hanno dati”. E una cosa del genere, inutile dirlo, genera ulteriore stigma e repressione per tutte le persone omosessuali.

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