Le nostre vite, la nostra libertà: la piazza laica di Milano

milano_3_ottobre“Dal matrimonio egualitario, alla procreazione assistita, alla libertà sul fine vita: la politica e le istituzioni devono rimuovere una serie troppo lunga di ostacoli alla nostra libertà: il progresso sociale in Italia non può dipendere solo dalla magistratura o dall’Europa”

Di Rosario Coco – Unioni civili, fecondazione assistita, 194, eutanasia: in una sola parola, laicità, che secondo gli organizzatori fa rima con libertà di religiosa, compresa anche quella di non professare alcuna religione.  E’ questa la piattaforma che unisce diverse realtà associative e movimenti, tra cui anche Anddos, che oggi animerà la manifestazione di piazza Cannone a Milano dal titolo “Le nostre vite, le nostre libertà”

Per saperne di più abbiamo parlato con Massimo Angarini dei Sentinelli di Milano, tra i principali promotori dell’evento.

Da dove è nata l’idea di questa manifestazione?

Se ne parlava già durante lo scorso Pride di Milano del 27 giugno. Come Sentinelli di Milano, abbiamo chiesto alle altre realtà locali e nazionali di concretizzare quest’idea e ci siamo messi al lavoro alla fine di luglio. Alla fine, anche le associazioni nazionali LGBT e non solo hanno manifestato la propria adesione.

In tema di laicità, l’evento che in queste settimane sta tenendo banco nel dibattito pubblico è certamente l’approvazione della pdl sulle unioni civili, voi cosa ne pensate?

Si tratta di un primo passo indispensabile per ottenere la piena uguaglianza, ma restiamo dell’idea che la battaglia debba essere allargata includendo tutte le situazioni in cui le libertà individuali sono negate. L’Italia è un Paese con un forte deficit di laicità, in cui la nostra libertà di essere, di amare e di decidere, è spesso negata e delegata ad altri. Bisogna costruire un grande fronte unitario che riproponga con forza l’idea di una libera chiesa in libero Stato.

Quale è stata la riflessione che vi ha portato ad ampliare il fronte?

Tra di noi ci sono molte persone eterosessuali, uomini e donne, e molte persone che non hanno alcun problema immediato che riguardi la procreazione, il fine vita o la vita familiare. Siamo cittadini e cittadine che hanno condotto un’analisi sull’impatto quotidiano, più o meno diretto, della cultura confessionale del nostro Paese sulle nostre vite. Abbiamo concluso che non si tratta di sommare una serie di bisogni immediati o materiali, ma di condividere un principio a tutela della libertà di vivere e decidere delle nostre esistenze, oggi o domani che sia.

sentinelli_3_ottobreDomani a Roma apre il primo grande raduno mondiale degli omosessuali cattolici, il Global Network of Rainbow Catholics. Come vi ponete di fronte a questa realtà?

Tra le associazioni più attive nell’organizzazione della piazza di domani c’è “Il Guado”, una realtà di credenti LGBT. Noi riteniamo che la religiosità e la fede non siano assolutamente in contrasto con la laicità, fino a quando esse vengano vissute in una dimensione privata e non diventino un “sistema” in grado di condizionare le scelte e la vita dei singoli individui. Ad ogni modo, è chiaro che si tratta di eventi profondamente diversi. Da una parte c’è il tentativo legittimo da parte di chi si riconosce nella Chiesa Cattolica di influenzare il Sinodo, che va letto come un evento di una singola comunità privata di persone, per quanto grande, dall’altro c’è una piazza che ha come interlocutori le istituzioni e il Governo e che pretende il riconoscimento di diritti umani fondamentali per tutta la cittadinanza.

Cosa ne pensate dell’incontro di Papa Bergoglio con la funzionaria Kim Devis, rea di essersi opposta al rilascio di una licenza per un matrimonio same sex nel Kentucky?

Ammesso che la notizia sia reale, poiché sembrerebbe che l’unica fonte sia l’avvocato della donna, è certo che il Papa abbia difeso l’obiezione di coscienza sul matrimonio egualitario. Questo ci sembra un fatto gravissimo, poiché l’obiezione di coscienza è nata per garantire un diritto del cittadino, in particolare il diritto di rifiutare la leva militare, non per permettere ad un funzionario di impedire l’esigibilità di un diritto garantito dalla legge. Da questo punto di vista, bisognerebbe riaprire seriamente la discussione sull’obiezione di coscienza in Italia, visto che molte aree del Paese l’interruzione di gravidanza risulta quasi impraticabile per via dei medici obiettori.

Cosa ne pensate dell’attuale dibattito sui “temi etici” in Italia?

L’espressione temi etici è spesso fuorviante e usata a sproposito. Ogni scelta può essere un tema etico, nel momento in cui investe le convinzioni del singolo, ma nel momento un cui definiamo “tema etico” un argomento che riguarda i riconoscimento di diritti a persone che non sono tutelate per via di un preciso indirizzo etico-morale dell’ordinamento giuridico, compiamo un errore di fondo, perchè non è più in gioco la libertà di coscienza del singolo ma il ruolo del legislatore o del politico nel riconoscere le effettive libertà individuali di tutte e tutti, nella misura in cui esse non vadano ad interferire con l’interesse e le libertà di terzi.

Che messaggio lancereste per coinvolgere la cittadinanza nell’evento?

Una manifestazione di questo tipo è assolutamente necessaria, perchè è necessario un sussulto della società civile. E’ inconcepibile, infatti, che le uniche spinte al progresso sociale italiano derivino da sentenze delle più alte Corti di Giustizia, e da reprimende delle istituzioni europee. Come abbiamo scritto nel nostro manifesto, chiediamo con forza e determinazione alla politica e alle istituzioni laiche e repubblicane d’Italia di mettersi al lavoro da subito per rimuovere una lunga serie di insopportabili ostacoli alla nostra libertà. In particolare chiediamo:
– una legge per il matrimonio egualitario;
– una legge sulla fecondazione assistita;
– che si legiferi in materia di autodeterminazione del genere ai fini della rettificazione anagrafica;
– che venga applicata correttamente la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, regolamentando e controllando con efficacia il fenomeno dell’obiezione di coscienza dei medici;
– che a ciascuno sia riconosciuta la libertà di scegliere in che modo lasciare questa vita;
– che si approvi presto una efficace legge contro l’omotransfobia;
– che “senza oneri per lo Stato” diventi una pratica nella gestione dei fondi per la scuola, e non vuote parole scritte nella Costituzione.

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