Lei chiama Lei: L’amore che non tramonta mai nell’ultimo romanzo di Elvira Borriello

4_BorrielloPer quanto tempo può darti la caccia un amore finito? E’ questo il nodo centrale intorno a cui si organizza e si avviluppa l’ultimo romanzo di Elvira Borriello “Il rumore del suo silenzio” (ed. Elmi’s world).

Di Delia Vaccarello – Roberta ed Elisa si sono amate molto, ma sebbene Roberta abbia continuato a manifestare all’amata un sentimento profondo, espresso in un biglietto ritrovato per caso da Elisa in un vecchio jeans, di fatto agisce l’addio. Il biglietto è del 29 aprile, la separazione avviene il 3 maggio. Partendo dal ritrovamento del fatidico biglietto, Elvira Borriello percorre a ritroso la storia tra le due donne, seminando in chi legge interrogativi, attese e inquietudini. Risalendo alle origini della incredulità della donna lasciata, apre i tanti quesiti sull’inizio del disamoramento di Roberta, parte dalla ricostruzione della sera in cui, uscite con un’altra coppia, Elisa si accorge di una furtiva carezza tra Roberta e una delle due donne. E non riesce a credere ai sui occhi.

Per Elisa è dura, finito l’amore la sua vita sembra aver perso ogni senso, fa la pittrice, lavora in una galleria, eppure nulla le dà più gioia, dalle amiche e dall’associazione impegnata nei diritti si è separata, chiudendosi in una dolorosa apatia. Lei che ama i colori, ha cambiato montatura degli occhiali scegliendone una anonima, bianca, ha tagliato anche i capelli, rinunciando ai ricci. Vive la vita, ma è spesso catturata dalla spinta a scomparire.

Il racconto del cuore infranto di Roberta viene fatto in prima persona da una delle amiche, che ha per soprannome: la “scoppiata”, anche lei in fondo alle prese con un amore che non c’è più, che è stato ucciso dalla lontananza, poiché la sua donna ha scelto di andare a lavorare a New York. Una distanza incolmabile che ha lasciato il posto a un altro amore. Ma se la voce narrante, Simona, sembra aver trovato una sorte di rassegnazione, non è così per Elisa.

Quando viene lasciata, ad esempio, non accetta subito la separazione, resta a vivere con Roberta, aggrappandosi all’illusione che possa tornare sui suoi passi. Una speranza che in fondo non la lascia mai, che ogni tanto si ripresenta, scuotendola ancora di più. Lasciandola inchiodata a un sogno che sembra impossibile. Con prosa piana, maneggiando con cura dialoghi e colpi di scena, entrando nella quotidianità di molte lesbiche impegnate, attiviste, alle prese anche con il nucleo – prole compresa – messo su con la propria compagna, Elvira Borriello alimenta il sogno dell’amore intramontabile, dell’incontro che in fondo non può finire. Dell’amore per l’amore. E dà al sentimento un’altra possibilità. Roberta ed Elisa si incontreranno di nuovo, infatti. E l’occasione sarà importante, risolutiva. Poi l’amore riuscirà a tornare, su altri volti, su altre bocche. E resterà, a vita finita, nelle memorie che la “scoppiata” riceve come un dono, un racconto. Una eredità d’amore.

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