Lombardia, Call Center anti-gender è discriminazione finanziata con soldi pubblici

milano_famiglia-1696-kEAI-U10401494082269hYC-700x394@LaStampaIl finanziamento di una cosiddetta linea “anti-gender” da parte della regione Lombardia con una cifra di 50.000 euro è un fatto gravissimo che deve immediatamente coinvolgere il ministero dell’Istruzione e il Governo.

Riteniamo vergognoso che si promuova un’iniziativa volta a criminalizzare qualunque intervento di educazione alle differenze nelle scuole, poiché  dalle parole dei promotori, qualunque iniziativa contraria all’idea della “famiglia tradizionale” potrà essere segnalata, contrariamente ad ogni principio di pluralismo e inclusione.

Questa iniziativa finanzia di fatto un propaganda omofoba e integralista contraria alla Costituzione, all’impostazione della riforma della Scuola voluta dal Governo e alle dichiarazioni del ministro Giannini, che aveva diffidato chiunque a proseguire la campagna “anti-gender” nei confronti della legge sulla “buona scuola”. Il riferimento, infatti, alla mozione contro la “diffusione del gender” nelle scuole è infatti esplicitato nell’emendamento del Presidente Maroni che stanzia il finanziamento.
Ci attiveremo immediatamente per:

1) far si che il MIUR intervenga per far luce sui contenuti della proposta approvata nelle modalità e nei criteri;

2)indagare sulla legittimità giuridica di una simile proposta, che rischia di discriminare bambini e famiglie nella loro più intima quotidianità, togliendo loro la serenità di vivere.

Può mai essere legittimo, infatti, un call center sostenuto con soldi pubblici per “segnalare episodi contrari ai valori della famiglia”, quando qualcuno risponderà al telefono che le famiglie omogenitoriali sono anormali? di quale famiglia parliamo, dopo che Strasburgo ci chiede di riconoscere la pluralità delle forme di vita familiare e la nostra Costituzione ci chiede di riconoscere il pieno sviluppo della persona umana, in qualsiasi situazione sociale?

Si parli piuttosto di una linea di aiuto per tutte le famiglie, per quelle famiglie, etero e omosessuali, che amano i propri figli e figlie e che oggigiorno affrontano una serie di problematiche educative, economiche e sociali inedite, di fronte alle quali spesso si trovano sole, tra cui anche l’assoluta mancanza di informazione e servizi sulla sessualità, la salute psicofisica, la prevenzione.

Ci attiveremo in tutte le forme opportune per realizzare nuove sinergie con la politica affinché si possa superare questa bruttea pagine di delirio ideologico ed agire davvero in coerenza con lo spirito laico e solidale della nostra Carta Costituzionale.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos

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