Natale arcobaleno tra famiglie e tanto altro

Schermata 2015-12-24 alle 16.52.19Di Rosario Coco – E’ rivolto alla nonna, allo zio, alla signora novantenne del piano di sopra. Lo spot sul Natale “Disegno di Famiglia” da voce a una delle rivendicazioni più importanti della comunità LGBTI, addentrandosi nei meandri di diffidenza che ancora tengono lontani molti italiani e italiane da questi temi. Il video, promosso da Famiglie Arcobaleno, Arcigay e Condividilove, rappresenta una classica atmosfera natalizia, con dei bambini intenti a disegnare il proprio Natale. I disegni vengono successivamente mostrati a dei passanti che dichiarano di vedere sostanzialmente una famiglia. Ebbene, quando si scopre che si tratta di famiglie omogenitoriali quasi nessuno ritira ciò che ha detto. La campagna  quindi con il motto sui social: “per fare una famiglia basta un disegno, di legge”, con chiara allusione alla pdl Cirinnà che verrà discussa in Senato il prossimo 26 gennaio, una discussione che vedrà sicuramente una forte battaglia politica proprio sulla stepchild adoption, quel meccanismo che consente l’adozione del figlio del partner da parte del genitore non biologico dell’unione civile.

Non c’è dubbio: lo spot colpisce un certo immaginario, spesso lontano dal cosiddetto “mondo LGBTI”, parlando a persone che possibilmente ancora non ci conoscono, e raggiunge pertanto un gran risultato. Un risultato che ci proietta, se vogliamo, già al di là dell’approvazione della legge Cirinnà,  verso una grande sfida culturale che dovrà tenere unita la complessità del movimento LGBTI nel saper prendere in mano tutte le sfaccettature del nostro potenziale di innovazione e di liberazione. Ci sarà da lottare certamente per la piena uguaglianza e l’estensione del matrimonio civile, ma bisognerà proseguire quella battaglia che già oggi si gioca sulla pelle dei bambini e delle bambine e che non riguarda solamente la stepchild adoption, ma anche l’educazione sessuale nelle scuole, la prevenzione, la salute psicofisica, la lotta al bullismo, la sicurezza.

Dobbiamo essere capaci di attualizzare quella rivoluzione dei costumi di cui siamo tradizionalmente portatori associando il principio di responsabilità al grido di autodeterminazione del corpo e dell’individuo, conducendo una grande battaglia di laicità per cui nelle case delle degli italiani arrivi finalmente la complessità non solo della persona LGBTI, ma della persona in quanto tale, portatrice di un’identità sessuale complessa, piena di sfumature, fatti e retroscena di cui oggi purtroppo è ancora tabù parlare nella nostra Italia e non solo. Basti pensare che alcune regioni come la Lombardia hanno vietato per legge la diffusione degli Standard sull’educazione sessuale in Europa promossi dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma questa, forse, come direbbe qualcuno, è un’altra storia. O, meglio, speriamo sia una storia che entri nel vivo dal 27 gennaio, il giorno dopo l’approvazione della legge. Per il momento, godiamoci il natale arcobaleno, che sia religioso per chi crede, che sia laico e ci ricordi la rinascita del sole, ma che possa comunque portare più luce, ascolto e accoglienza nella vita di tutte le famiglie, dei singoli, delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali, delle persone eterosessuali che vivono liberamente ogni loro sfumatura.

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