Nel 2017 sarò finalmente uomo. Storia di Justin Blake

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Di Delia Vaccarello – Nel 2017 sarà finalmente uomo. “Ciao, sono un ragazzo trans e sto cercando di fare di tutto per sottopormi a un intervento chirurgico al top. Il mio obiettivo è di farlo nel mese di gennaio”, Justin Blake ha 16 anni ed è diventato in due anni una vera star del web. Ha una immagine delicata, il suo corpo è androgino, porta l’apparecchio per curare i denti. Ma a dispetto delle fattezze ancora adolescenziali ha una forza di affermare se stesso che non ha pari. E’ nato femmina e vuole adeguare il  corpo al genere maschile al quale sente di appartenere. Ha messo per la prima volta la sua foto su Instagram due anni fa e ha totalizzato oltre un miliardo di follower nel network  musical.ly.   Justin suona, pubblica video su youtube, crea una sua “famiglia” tutta per il web composta dal fratello Danny, il migliore amico Damon, e un amico più grande di età. Dice con chiarezza “sono transgender”. Di recente ha lanciato una campagna per raccogliere fondi in vista del suo intervento, iniziativa molto seguita dagli  adolescenti. E’ nato il primo febbraio del 2000 nel Minnesota, è dell’acquario, ma nel web sarebbe inutile cercare molte tracce “scritte” di lui. Justin preferisce filmarsi, scegliendo un modo di comunicare che fa molta presa. Fa collage con brani musicali  e filma la sua transizione 

Riproduce la sua voce un mese dopo il testosterone, due mesi dopo, quattro mesi dopo, registrando step by step le variazioni di timbro e di tono. Non ha fatto una registrazione ogni mese. Le ha fatte tutte in una volta, perché le voci vivono tutte dentro di lui. Prosegue. Mostra l’insorgere della barba che lui ha iniziato a radersi e l’irrobustirsi del collo.

Un video che, letteralmente, spopola. Moltissimi gli scrivono, orgogliosi di lui e di ciò che ha fatto in due anni. E  gli promettono aiuti materiali, comunque tanta solidarietà e una mano a diffondere la  campagna di raccolta fondi per l’intervento. Justin è diventato una star del web grazie alla capacità e alla tenacia nel raccontare la sua storia.

Se facciamo un confronto capiamo davvero che siamo nel terzo millennio. Le storie di transizione che ho raccontato fungendo da rompighiaccio in Italia avevano spesso come corredo il blog tenuto dai protagonisti. Erano pagine on line fitte di scrittura, di date, di dettagli narrati, e spesso corredate da fotografie del prima  e del dopo. Dopo cosa? Dopo il punto di non ritorno. Si tratta di quel passaggio che la persona in transizione attraversa, sia che faccia l’operazione o no, e che però sancisce a livello di immagine il cambiamento di fattezze. Questo è l’unico punto in comune tra la narrazione di Justin, tutta parlata e girata, e quella delle persone trans di casa nostra del secondo millennio. La foto che mette a confronto il prima e il dopo è il segno dell’identità del percorso fatto da Justin e dalle altre persone trans, ma i tempi sono diversi. E poi Justin ne ha solo una, le persone transgender che ho contattato invece ne mettevano tantissime.

schermata-2016-12-18-alle-11-11-49Quella di Justin la troviamo qui a fianco (foto a sinistra).   E’ la foto del prima, quando era una bimba, e del dopo, di ora cioè, che è un ragazzo. L’immagine lancia la campagna di raccolta fondi. Ed ecco uno dei commenti, scrive Lastacia: “Spero che riuscirai a fare il tuo  intervento chirurgico, (Justin ti amo continua a fare quello che stai  facendo. Justin buona fortuna) ti darò il mio denaro di Natale, ok io ti darò tutto questo, Justin, per aiutarti un po ‘ Justin”. La storia di Justin diventa una sorta di catalizzatore di speranze, in lui e nella sua impresa si vede un segno, la possibilità di riuscire in conquiste che appaiono quasi impossibili. Ancora, Justin è gay. Un tratto che potrebbe essere difficile da capire se non si sapesse che una cosa è la transessualità e un’altra è l’orientamento sessuale. Le persone trans vogliono cambiare il proprio corpo, è questa  per loro un’esigenza di importanza assoluta.

Una volta adeguato il corpo grazie agli ormoni e eventualmente all’intervento (ma anche durante il percorso), se sono omosessuali ameranno una persona del loro stesso genere, se sono etero si sentiranno attratti da chi è del genere opposto. Justin è gay. E’ un ragazzo nato femmina che è in transizione e si sente attratto dai ragazzi. Si chiama gender non conforming, non è raro, ma c’è chi fa fatica a comprendere perché è un fenomeno di cui non si parla molto. In Italia Justin è diventato l’idolo di molte adolescenti che si innamorano di lui a dispetto della sua omosessualità. Anzi l’amore impossibile potrebbe anche essere molto ricercato  dalle giovanissime che si innamorano più della star che della persona. Ciò che conta è provare uno struggimento, così come identificarsi con Justin, perché in amore l’identificazione e l’ammirazione giocano un grande ruolo. Non importa chi Justin voglia amare, importa chi è lui: una/uno che è nato nel 2000  e ha la forza di cambiare radicalmente, una/uno (alternanza di genere o confusione predilette dagli adolescenti) che per essere se stesso fino in fondo deve scalare una montagna. Il bello è che è pronto a farlo.