Olimpiadi, dopo Sochi, il CIO contro le discriminazioni

Dopo l’esperienza Sochi, il Comitato Olimpico Internazionale decide di rivolgersi con una lettera alle città che si candidano ad ospitare le prossime edizioni, chiedendo di manifestare in maniera esplicita il rifiuto di ogni  forma di discriminazione.

La lettera è ispirata all’articolo 6 della Carta Olimpica internazionale: La nuova clausola – riporta l’ Associated Press – chiede alla città ospitante di “svolgere tutte le attività in modo da promuovere e valorizzare i principi ei valori fondamentali dell’Olimpismo , con particolare il divieto di qualsiasi forma di discriminazione nei confronti di un Paese o di una persona per motivi di razza , religione, politica , genere e di ogni altro tipo. Inoltre, alcune associazioni come All Out and Athlete Ally  stanno giustamente facendo pressione per una modifica della Carta con un riferimento specifico alle discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere.

L’azione del Comitato Olimpico, comunque,  è certamente finalizzata ad evitare un nuovo caso “Sochi”, in cui il Paese della città ospitante approvò le leggi contro la “propaganda gay” nell’anno precedente la manifestazione, creando non poco imbarazzo al movimento olimpico internazionale.

La redazione