“Ritorna” gay dopo le terapie riparative: “non sarò più un’arma dei movimenti integralisti”

“Non intendo più essere utilizzato come un’arma dai movimenti cristiani“
Christian Schizzel è stato usato come un vero e proprio manifesto dal movimento pro ex-gay, per sette lunghissimi anni. Adesso è finalmente tornato a vivere con serenità. il proprio orientamento sessuale e la propria vita.  Ora è tornato a vivere la sua vera sessualità ed ha dichiarato che non intende più essere utilizzato come un’arma dai movimenti cristiani.

Nella lunga intervista apparsa pochi giorni su Religion News Service, Christian ha deciso di dichiararsi orgogliosamente gay e di raccontare ogni dettaglio riguardo alla sua esperienza con la Boynes Ministeri Janet e i centri di consulenza Bachmann & Associates, due realtà che promuovono le cosiddette terapie riparative e ancora oggi operative, nonostante risultino come filiazioni dell’ormai liquidata Exodus International, chiusa nel 2013 dopo che gli stessi promotori avevano ammesso che l’omosessualità non può essere cambiata e che le “terapie” praticate nella struttura erano prive di ogni valore o fondamento. (LEGGI LA LETTERA DI 9 EX PROMOTORI DELLE TERAPIE RIPARATIVE)
Christian è stato violentato dal padre a 9 anni, che per altro era anche un missionario e ha sfruttato alcuni versetti della Bibbia per soggiogarlo. A 18 anni ha fatto coming out con amici e parenti, ma i suoi genitori lo hanno spinto a cercare aiuto presso alcune realtà cristiane. Ed è in quel contesto che violenza subita è stata immediatamente strumentalizzata e presentata come la “causa” della sua omosessualità, nonostante Christian avesse più volte dichiarato di sapere di essere gay già prima dell’abuso.

Christian è stato isolato da amici e parenti e costretto a mentire a se stesso, supplicando sostanzialmente Dio di farlo diventare etero. Un vero e proprio lavaggio del cervello. 

Dopo mille vicissitudini e sofferenze, Christian ha compreso che niente e nessuno poteva mutare il proprio orientamento e che era assurdo anche solo pensare di doverlo cambiare. Ha quindi voluto lanciare un appello: «A tutti coloro che ancora promuovono le terapie riparative o che sperano di poter cambiare un membro della propria famiglia, spero si renderanno conto che questo sentiero conduce solo ad un vicolo cieco orribile. È dannoso e terribilmente doloroso. Non c’è alcuna base accademica o spirituale per la sua promozione. La mia sessualità è uno splendido dono di Dio e non vorrei che nessuno si trovi a dover passare ciò che ho passato io, nemmeno quelli che mi più mi hanno danneggiato in questa vita. La mia sessualità è un bel dono di Dio, e credo che ogni giorno io debba fare una scelta per onorarlo in un mondo eterosessuale».

La redazione