Shape without Shame: amore e corpi oltre le convenzioni

sws_1Online il progetto Shape without Shame, di Giacomo Galeotti e Riccardo Righi. Obiettivo è la rappresentazione dell’amore in tutte le forme sue corporee, anche quelle solitamente escluse dai canoni estetici più comuni. Non solo quindi sessualità e amore LGBTI, ma anche la presenza di figure, corpi e passioni restituite in tutta la loro spontaneità e naturalezza, come non siamo abituati a vedere.

Il progetto – spiegano i promotori su Facebook – è stato pensato per essere indipendente, con una propria presenza sui social e per non finire con la data di rilascio (10 Dicembre). 
L’uomo spesso mostra e rappresenta con fermezza i propri lati negativi e brutali senza mostrare alcun ritegno. Quello che ci preme fare con questo progetto e con altri che speriamo verranno in futuro è quello di aprire un dibattito per togliere la vergogna (shame) da ciò di cui l’uomo invece non dovrebbe vergognarsi”.

Ci sono due messaggi principali che il progetto vuole lanciare:
“anche se una persona non rispecchia fisicamente gli ideali e le proposte della 
società in cui vive e del proprio tempo, può comunque piacersi ed essere sicura e fiera del proprio corpo, delle proprie forme”. Si fa l’esempio dei chubby bears, una definizione in uso tra le persone LGBTI per indicare una certa tipologia estetica.

Inoltre, “anche se una persona ricalca fisicamente gli stereotipi della propria società e del proprio tempo, ciò non significa che non possa provare un’attrazione affettiva e/o sessuale nei confronti della non stereotipia e che debba provarne vergogna, o reprimere i propri istinti/desideri”. Si fa in questo caso l’esempio dei chasers, altra definizione in uso tra le persone LGBTI per indicare una particolare preferenza estetica.

La redazione

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