Società di pediatria, arriva la smentita: “nessuna conclusione a priori su figli di coppie omosessuali”

728_fotogallery20_293Nella giornata di ieri, il Presidente della Società italiana di Pediatria Giuseppe Corsello aveva rilasciato un’intervista a Repubblica nella quale avrebbe espresso delle perplessità sui figli cresciuti nelle coppie dello stesso sesso.

Interpellato telefonicamente dallo stesso quotidiano, Corsello aveva precisato: “Il mio voleva essere un contributo positivo al dibattitto, non una presa di posizione pro o contro la stepchild adoption. Era solo per dire che la priorità è la salute psicologica del bambino e la legge deve considerare prima di tutto questo. Non è la stessa cosa avere due genitori eterosessuali o omosessuali e questa diversità il bambino la percepisce, o meglio la potrebbe percepire, quando si relaziona coi suoi coetanei”.

La precisazione sposta evidentemente il problema sul piano dei rapporti sociali, quindi sui pregiudizi della società e non sul piano della capacità genitoriale delle coppie dello stesso sesso.

Tuttavia, un’ulteriore smentita arriva dallo stesso Corsello in risposta alla mail di un’attivista, Matteo Uslenghi, che ha segnalato la risposta sul proprio profilo Facebook: 

Gent.mp dr Uslenghi,
Ho letto la sua mail e le preciso i termini della dichiarazione. La frase sugli studi e ricerche si riferisce alle possibili influenze negative sullo sviluppo di bambini e adolescenti di situazioni di conflittualità e instabilità che possono aversi sia in nuclei omo che eterogenitoriali. Non si voleva esprimere in alcun modo la correlazione certa tra danni allo sviluppo e convivenza con genitori dello stesso sesso, ma solo la impossibilità di escluderla a priori. Il senso è quello di richiamare la necessità di avere attenzione e mantenere al centro gli interessi del bambino. In questo senso la norma che sana e rende legittime le situazioni di fatto di minori con due genitori dello stesso sesso è da considerare con favore.  

Grazie per la nota. 
Cordiali saluti
Giovanni Corsello

La smentita, rispetto ai titoli dei giornali che oggi denunciano un drammatica quanto inesistente “divisione degli esperti”, sul tema adozione e omogenitorialità è da considerarsi netta.

Non sono mancate, per altro, le dichiarazioni di ordine opposto di psicologi e psichiatri: Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, sottolinea come ci siano studi e ricerche che affermano esattamente il contrario: “Su questo tema si stanno ancora raccogliendo dati ed è quantomeno prematuro esprimere opinioni scientifiche su situazioni sociali molto recenti. Ciò che conta è valutare la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal ‘genere’ dei genitori. Mentre è dimostrato – questo invece è sicuro – che nelle famiglie ‘etero’ possono prodursi danni nella psiche dei bambini quando il rapporto tra i genitori è in crisi”.

A supporto di questa tesi arriva anche lo studio, ricordato dall’accademica e senatrice a vita Elena Cattaneo, dell’American Academy of Pediatrics del 2006,  secondo cui i bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Affermazione fondata a seguito delle osservazioni condotte direttamente su un campione di famiglie omogenitoriali.

C’è poi una questione che riguarda strettamente gli ambiti di competenza, come spiega Franco Grillini su Gaynet.it:

“I pediatri, è bene ricordarlo, sono medici che hanno competenza sugli aspetti fisici e costituzionali dei bambini, Giovanni Corsello fa un salto di corsia e si lancia in valutazioni sulle quali non ha una competenza specifica.

Che “l’assenza di una figura materna o una paterna” possa andare a detrimento del benessere die bambini è una sua opinione assolutamente non condivisa da psicologi e pedagogisti, e contrastata già dal 2002 dai suoi omologhi dell’Accademia Americana di Pediatria che dichiarano al contrario che è compito della legge fare in modo che i bambini delle famiglie omogenitoriali possano avere famiglie forti, stabili e riconosciute perché è proprio nella precarietà che si annidano i pericoli, un fatto noto alla letteratura scientifica da decenni. Per questa ragione i pediatri americani sostengono da più di 10 anni il riconoscimento delle unioni civili prima e del matrimonio egualitario poi in tutti gli Stati Uniti”

La redazione