Charlie Hebdo: tra satira e dialogo tra le culture

Di Rosario Coco – Secondo quanto riporta Pink News l’Imam Anjem Choudary è intervenuto con un articolo a difesa dei terroristi che hanno ucciso brutalmente le dodici persone della redazione di Charlie Hebdo nell’attacco di ieri a Parigi.

 Le istituzioni francesi, infatti, sarebbero colpevoli di aver consentito la pubblicazione a più riprese delle vignette satiriche, che insultano la sacralità del profeta Maometto e si prendono gioco dell’Islam.

In realtà, la satira di Charlie Hebdo ha interessato con la stessa irriverenza tutte le religioni, compresa quella Cristiana, come si vede facilmente dalle numerose vignette degli ultimi anni.

 Non è un caso che numerose manifestazioni di credenti islamici stanno avendo luogo a Parigi e in tutta Europa, in solidarietà alle vittime del giornale francese e a favore della libertà di espressione, che ha persone alcuni tra i migliori vignettisti satirici in circolazione in Francia e non solo.

Nella leghista Padova, un gruppo di giovani musulmani ha organizzato un volantinaggio per far conoscere la propria fede e sfatare il mito dell’Islam integralista.

Certo è che l’Imam Choudary ha già all’attivo numerose dichiarazioni omofobe, fino all’aver suggerito la lapidazione degli omosessuali senza il minimo indugio. Non è un caso, infatti, che molte vignette su Maometto chiamano in causa anche la tematica sessuale ed omosessuale in particolare, in una chiave satirica,  certamente irriverente, ma che difficilmente può essere considerata foriera di messaggi d’odio e discriminazione.

Ciò lascia chiaramente pensare che vi sia un Islam integralista decisamente radicato nelle proprie posizioni, molto rumoroso e in certi casi influente, ma decisamente minoritario rispetto a quella cultura islamica silenziosa alla quale bisogna rivolgersi per creare dei ponti di laicità e comprensione reciproca, che riguardino non solo la libertà di espressione ma anche i diritti fondamentali dell’individuo.

La sfida, quindi, è quella di condividere un’idea di distinzione tra satira e discriminazione verso le persone, che sia per sesso, razza, religione o orientamento sessuale,  coinvolgendo in questo percorso culture, religioni e mondi diversi tra loro.