Unioni Civili, emendamento su formazione sociale specifica è un brutto segnale

unioni-civili-palafrizzoni-al-lavoro-per-il-registro_4e220ba4-e294-11e4-b121-95b4ccb09612_998_397_big_story_detailPur non intervenendo sulla sostanza della legge, l’emendamento approvato ieri in Commissione Giustizia al pdl Cirinnà sulle Unioni Civili, concretizza le varie discussioni di agosto circa la volontà politica dell’opposizione di sottolineare con forza la distinzione tra matrimonio e unione civile.
Sul piano simbolico possiamo dire che l’espressione “formazione sociale specifica” è una brutta definizione, ma ciò che auspichiamo è che a questa modifca formale, che incardina definitivamente la legge sull’articolo 2 della Costituzione anzichè sull’art. 29, non segua una squallida trattativa al ribasso sui singoli diritti che l’istituto dovrà garantire, che dovranno rimanere quelli del testo base. Il pdl, infatti, è già frutto di un compromesso e per noi è solo il primo passo per la piena uguaglianza.

Altro elemento da affrontare sul piano politico riguarderà la legge finanziaria: queste formazioni sociali specifiche avranno diritto, se numerose, al bonus famiglia chiesto da NCD? Su questo tema, così come sulla reversibilità della pensione e sulla stepchild adoption (l’adozione del figlio biologico del partner in una coppia) è necessario alzare un argine impenetrabile a qualsiasi trattativa, in quanto, va sempre ricordato, con le unioni civili non si fa una mediazione di interessi, nessuno rinuncia a qualcosa, bensì vengono garantiti diritti a chi non ne ha e l’intera società ne guadagna godendo di maggiore inclusione e democrazia.

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Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos