Unioni civili, oltre 500 giuristi per i diritti dei bambini: ora si garantiscano i diritti di tutti e tutte: 23 e 28 gennaio mobilitazione

marcia archivio 6Oltre 500 tra magistrati, giuristi e avvocati hanno firmato un appello in cui si ribadisce, come ha fatto ieri il Presidente del Senato Grasso, che la stepchild adoption, la possibilità di adottare il figlio biologico del partner nelle coppie omosessuali, altro non è che una elementare e doverosa garanzia di bambini e bambine che esistono già e sono decine di migliaia. Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per incapacità di garantire il diritto alla vita familiare delle coppie omosessuali e i pronunciamenti di diversi tribunali italiani, che si sono espressi a riconoscendo la genitorialità di coppie delle stesso sesso in favore dell’interesse del minore, auspichiamo che l’alto profilo dell’appello sciolga qualsiasi riserva sull’articolo 5 della proposta di legge Cirinnà. A nostro avviso, questo appello mostra infatti all’intera cittadinanza tutta l’incoerenza e la malafede di quella propaganda omofoba che con la scusa delle adozioni mette in discussione una legge che è indispensabile anche per la tutela di centinaia di migliaia di coppie omosessuali, con e senza figli, che aspettano da decenni la possibilità di godere di diritti essenziali come quelli ereditari e di reversibilità e che rischiano di non vedere la luce di alcuna tutela per inevitabili ragioni di età.

Da troppo tempo l’Italia è ferma sul piano dei diritti, è necessario davvero che la politica ristabilisca un contatto con la realtà e compia questo primissimo passo verso l’uguaglianza, i diritti e la laicità, rifiutando qualsiasi ulteriore e vergognoso gioco al ribasso. Anddos sosterrà la mobilitazione prevista nelle piazze italiane il prossimo 23 gennaio e sarà presente al presidio che si terrà nei pressi di Palazzo Madama dal giorno 28 gennaio, in Piazza delle Cinque Lune, in occasione della discussione della proposta di legge. Esserci per noi vorrà dire entrare nel vivo di un fondamentale cambiamento di laicità: all’indomani dell’approvazione di questa legge, infatti, bisognerà discutere  della nuova strategia nazionale contro le discriminazioni delle persone LGBTI, di educazione sessuale nelle scuole, di una nuova strategia per la prevenzione delle IST e, sopratutto, bisognerà sensibilizzare la politica e la cittadinanza sul fatto che la vera uguaglianza dei diritti è rappresentata dall’estensione del matrimonio civile a tutte le coppie.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos

A seguire l’appello

I giudici di Strasburgo con la sentenza del 21 luglio 2015 hanno condannato l’Italia per inottemperanza all’obbligo positivo di dare attuazione ai diritti fondamentali alla vita privata e alla vita familiare delle coppie dello stesso sesso. Come sottolineato dalla Corte costituzionale, il Parlamento italiano è chiamato oggi ad approvare “con la massima sollecitudine” una “disciplina di carattere generale” che tuteli le unioni omosessuali. Le corti europee richiedono che la normativa da emanare sia conforme al principio di non discriminazione ed assicuri un trattamento giuridico omogeneo a quello delle coppie coniugate, giacché ogni disparità esporrebbe la legge a nuovo vaglio di legittimità.
Preoccupa, quindi, che il dibattito sociale e parlamentare sembri bloccarsi sul tema della genitorialità, agitando questioni estranee al ddl (quale quella della surrogazione di maternità, comunque oggi vietata in Italia) e rischi di arenarsi sullo scoglio della c. d. stepchild adoption.
Quali giuristi (docenti universitari, giudici, avvocati) impegnati sui temi dei diritti fondamentali, del diritto di famiglia e dei minori, non possiamo non rilevare che l’adozione del figlio da parte del partner del genitore biologico (c. d. “adozione in casi particolari”), diretta a dare veste giuridica ad una situazione familiare già esistente di fatto, rappresenta la garanzia minima per i bambini che vivono oggi con genitori dello stesso sesso.
Il riconoscimento giuridico della relazione anche nei confronti del genitore sociale assicura difatti al bambino i diritti di cura, di mantenimento, ereditari ed evita conseguenze drammatiche in caso di separazione o intervenuta incapacità o morte del genitore biologico, salvaguardando la continuità della responsabilità genitoriale nell’esclusivo interesse del minore.
Queste bambine e questi bambini esistono. Il Legislatore non può cancellarli, non può voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione.
La giurisprudenza italiana ed europea segnala come la scelta più ragionevole e giuridicamente corretta consista nel consentire ai giudici di valutare caso per caso se l’adozione da parte del partner assicuri la migliore protezione dell’interesse superiore dei figli di genitori omosessuali. La giurisprudenza di merito ha già individuato diverse modalità di tutela, secondo la disciplina vigente, consentendo l’adozione ex art. 44, lettera d, Legge adozioni e, in alcuni casi, la trascrizione di atti esteri.
Tutti i Paesi con civiltà giuridica a noi affine si sono dotati di strumenti efficaci per la tutela dei figli di genitori omosessuali: la stepchild adoption, in forma analoga a quella prefigurata nel ddl in discussione, è prevista da anni nella legge tedesca; alcuni dei maggiori Paesi europei (Regno unito, Francia, Spagna) già ammettono l’adozione piena e legittimante.
Va, dunque, rigettato il ricorso a un inedito “affidamento in casi particolari”perché del tutto inadeguato alla protezione dei bambini, che non possono restare in balia di status precarî e revocabili, ma che, al contrario, necessitano di stabilità giuridica, di genitori che abbiano responsabilità nella cura, nell’educazione e nel mantenimento sino alla maggiore età ed oltre.
Va, pure, respinta con forza l’ipotesi di una legge sulle unioni civili che oggi regoli soltanto le relazioni tra gli adulti, perché ciò significherebbe l’ennesimo rinvio che ancora una volta lascerebbe senza protezione proprio i soggetti più deboli, i bambini.