Unioni Civili, Sicilia modello nazionale

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Mentre il Veneto approva una mozione che istiga all’omofobia, la Sicilia estende il proprio welfare regionale a tutte le coppie, ponendosi come modello di uguaglianza unico insieme alla Liguria e mandando un segnale concreto nel dibattito sul pdl Cirinnà.

Di Rosario Coco – Mentre i riflettori sono inevitabilmente puntati sulle Unioni Civili e sul pdl Cirinnà, dalle regioni arrivano esempi e segnali contrastanti.  Se il Veneto approva una mozione “anti gender” che segue un copione ormai arcinoto, L’ ARS (Assemblea Regionale Siciliana) promuove un registro delle unioni civili all’avanguardia, di cui solo la Liguria fino a oggi si era dotata.

Nord e sud sembrano quindi sfidare oggi, al meno sul piano istituzionale, un luogo comune per la verità già in parte messo in crisi  dai ripetuti casi di intolleranza omofoba che hanno interessato le regioni e gli enti locali a marchio legista, dal convegno omofobo di Maroni alla mozione votata al Pirellone contro le linee guida sull’educazione sessuale dell’OMS.

La mozione approvata in Veneto impegna il consiglio regionale a promuovere interventi in cui “si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue”. Secondo la regione, insomma, si dovrà insegnare nelle scuole che omosessuale è sbagliato, per farla breve.

crocetta_unioni_civiliIn Sicilia, invece, la norma, fortemente voluta dal governatore Rosario Crocetta, omosessuale dichiarato, è passata lo scorso marzo con 50 voti favorevoli, 5 contrari e 15 astenuti. Da ieri è possibile iscriversi al registro regionale delle Unioni Civili, al quale potranno accedere le coppie di fatto, anche dello stesso sesso. Le coppie avranno diritto a tutti i benefici in ambito sociosanitario concessi dalla Regione: dalle graduatorie per le case popolari, al bonus di povertà e a qualsiasi altra norma presente futura inserita in questo campo.

Le coppie, inoltre, potranno avere accesso paritario alle cartelle cliniche del compagno o della compagna in caso di ricoveri negli ospedali siciliani poichè chiunque  abbia  raggiunto la  maggiore  età  potrà designare  una  persona che abbia accesso alle  strutture di  ricovero  e  cura per ogni esigenza  assistenziale e psicologica  del  designante e a cui gli operatori  delle strutture pubbliche e private socio-assistenziali  devono riferirsi  per  tutte le comunicazioni  relative  al  suo  stato di salute.

Considerando il dibattito attuale relativo al pdl Cirinnà, è chiaro che la Sicilia si pone oggi, sul piano della ratio legislativa, come modello in termini di riconoscimento e garanzia di uguaglianza . Nell’ambito delle competenze della Regione, infatti, l’Ars ha esteso tutto ciò che poteva estendere alle coppie che beneficieranno del nuovo istituto, basandosi su un principio di fondo per cui, al di là delle espressioni utilizzate, ciò che conta è la volontà di considerare a tutti gli effetti le coppie omosessuali come famiglie, al pari delle coppie sposate, garantendo l’accesso al welfare regionale.  L’istituto, infine, è aperto anche alle coppie eterosessuali, un elemento che introduce nuovi diritti ed evita la creazioni di spazi segregazionisti ed istituti “ad hoc”.

lo-stesso-si-perugia-2015-750x410Purtroppo, questo principio non sembra animare chi sta spingendo per le ultime modifiche che hanno investito il pdl Cirinnà, in cui la dicitura “formazioni sociali specifiche”, al di là dell’effettività dei diritti che si riuscirà a garantire nel resto del testo ancora in discussione in commissione, potrà essere un ottimo alibi sul piano giuridico per tutte quelle regioni che non hanno intenzione di estendere le misure di sostegno alla famiglia anche alle coppie omogenitoriali.

A fare da apripista a una politica discriminatoria di questo genere, potrà essere anche l’annunciato bonus famiglia nella legge di stabilità. Come ha detto Cirinnà stessa, dovrà essere esteso a tutte le famiglie, ma siamo sicuri che NCD lascerà che si aiutino anche le formazioni sociali specifiche? Questo, e in generale il destino del pdl,  dipende ormai dalle turbolenze interne che il PD dovrà affrontare e, sopratutto, da quanto le associazioni sapranno sensibilizzare l’opinione pubblica.