USA: inizia la maratona della Corte Suprema, entro giugno sentenza sul “matrimonio gay”

Washington – Arriva alla Corte Suprema degli Stati Uniti il caso che potrebbe portare alla storica legalizzazione dei “matrimoni gay” in tutti i 50 stati americani. Oggi infatti i sommi giudici hanno cominciato ad ascoltare gli argomenti riguardo alla costituzionalità delle leggi con cui alcuni stati vietano i “matrimoni gay”. E sulla base delle decisioni prese dalla Corte Suprema, che nel
2013 ha abolito il divieto federale al riconoscimento al matrimonio egualitario, molti osservatori considerano che si sia alla vigilia di una sentenza storica per il riconoscimento delle nozze gay.

Alla Corte Suprema di Washington si respira un’aria di grande attesa e già dal weekend ci sono persone che si sono messe in fila per assicurarsi un posto tra i 400 destinati al pubblico nell’aula dove, domani alle 10 ora locale, inizierà la discussione. Sono ormai 37 su 50 gli stati americani che riconoscono i matrimoni gay: in molti la legalizzazione è avvenuta per decisione dei tribunali federali che, alla luce della sentenza della Corte Suprema del 2013, hanno dichiarato incostituzionali le leggi approvate dagli stati, ed in alcuni casi inserite come emendamenti nelle costituzioni statali, per riconoscere come matrimonio solo quello tra un uomo e una donna.

Solo la Corte d’appello del sesto circuito, che ha sede a Cicinnati, lo scorso novembre ha confermati i bandi esistenti in Ohio, Michigan
Kentucky e Tennessee. E da domani l’appello contro questa sentenza verrà discusso dai sommi giudici: se da loro dovesse arrivare una dichiarazione di incostituzionalità del divieto in questi stati, automaticamente verrebbe considerata applicabile a tutto il Paese. In questo modo si concluderebbe un processo storico che ha portato in pochi anni ad un cambiamento totale dell’atteggiamento degli americani nei confronti del matrimonio same sex. La sentenza è attesa entro la fine di giugno.

Fonte: AdnKronos

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