USA: la nuova battaglia “anti-gay” dopo il matrimonio egualitario: anche Cook e Zuckerberg in campo

images-4Dopo l’estensione del matrimonio civile a tutte le coppie, la battaglia per i diritti civili negli USA è tutt’altro che conclusa. Si apre,  anzi, un nuovo fronte di lotta. I gruppi conservatori, in diversi stati, stanno puntando sul tema della libertà di culto e della libertà di coscienza per promuovere leggi contro le persone LGBTI, che legalizzano di fatto le discriminazioni. Come riporta Gaypost.it, casi del genere si stanno verificando in Georgia, Kentucky, Kansas e North Carolina. In generale, queste leggi hanno come obiettivo quello di consentire ad aziende e attività di rifiutare la clientela LGBTI e, inoltre, di irrigidire la distinzione nei bagni di scuole e università per vietare che le persone trans possano usare il bagno corrispondente al genere di transizione.

In particolare, in North Carolina, è stato approvato un provvedimento che impedisce alle autorità locali di emettere ordinanze che contrastino le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e l’identità di genere, di fatto azzerando i provvedimenti precedenti di segno decisamente opposto. Questo consentirà a negozianti, imprese e aziende di ogni genere di rifiutarsi di servire clienti gay, lesbiche o trans. Come se non bastasse, la norma prevede anche che le scuole e gli uffici pubblici rinforzino l’offerta di bagni rigidamente divisi tra maschi e femmine con ingressi limitati a persone identificate con il genere corretto per quel bagno come risulta dal certificato di nascita.

Tra le varie voci di protesta si sono levate da ultimo quelle di Tim Cook e Mark Zuckerberg, 1426841770_zuckerbergche si sono rivolti al governatore della North Carolina chiedendo di respingere la legge approvata di recente. In una lettera inviata a Pat McCrory 80 amministratori delegati, inclusi i numeri uno di Apple e Facebook, chiedono che la legge venga bocciata perché non “riflette i valori delle nostre aziende, del nostro paese e della maggioranza dei cittadini della North Carolina. “Siamo delusi – aggiungono – dalla sua decisione di firmare questa misura discriminatoria, trasformandola in legge. La discriminazione e’ sbagliata e riteniamo che non ci sia posto per questa in North Carolina e nel paese. Come aziende orgogliose di essere inclusive, chiediamo che la legge venga respinta nella prossima sessione legislativa”. tim_cook_immagine

La dinamica statunitense non è molto distante dalle vicende italiane: nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una vera e propria campagna di reclutamento di sindaci “obiettori di coscienza” da parte di Pro Vita, che chiede esplicitamente
ai primi cittadini di compiere un’omissione di atti d’ufficio rifiutandosi a celebrare le unioni civili nel momento in cui verranno approvate alla Camera. Esemplare, in questo senso, la risposta del sindaco del Comune di Braone (Brescia) Gabriele Prandini, che farebbe obiezione di coscienza solo per il fatto che la legge sulle unioni civili non gli consente di realizzare un matrimonio a tutti gli effetti per le coppie dello stesso sesso. Per non parlare, infine, della grande battaglia nelle scuole, dove l’allarme “gender”, tende a stoppare ogni iniziativa di informazione sulla sessualità e le discriminazioni. La battaglia contro le discriminazioni, insomma, è appena cominciata.

La redazione